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E’ vero che la frutta va mangiata lontano dai pasti?
Scritto il 8th giugno 2011
La frutta a stomaco pieno non fa ingrassare: l’ apporto calorico è il medesimo sia che venga mangiata lontano dai pasti, sia che il consumo avvenga al termine degli stessi. Lo stesso vale per il suo contenuto vitaminico. Anzi, la vitamina C di molti frutti (kiwi, fragole, agrumi…) favorisce l’ assorbimento del ferro contenuto in altre pietanze (carne, pesce, uova). Infine, concludere con la frutta è utile per evitare la tentazione di consumare dolci, spesso calorici e ricchi in lipidi.
Tutta salute. Mangiare la frutta fresca come snack ha comunque il pregio di spezzare il digiuno in modo sano, contribuendo a far raggiungere più velocemente la sensazione di sazietà durante il pasto successivo.
Le sabbie delle spiagge italiane sono diverse?
Scritto il 6th giugno 2011
Le spiagge sono fasce di terra contese dal mare, dove fenomeni erosivi prodotti da onde, maree e correnti (unitamente al trasporto di materiale da parte dei fiumi) depositano elementi molto diversi, dalla ghiaia all’ argilla. La sabbia, però, è il maggiore costituente. Le sue caratteristiche dipendono dal materiale che è stato eroso e deposto e quindi, lungo gli oltre 7.300 km di coste italiane, le differenze tra una spiaggia e l’ altra sono notevoli.
Rosa e nera. Per esempio, la sabbia della spiaggia rosa di Budelli, in Sardegna, ha un origine biologica. Il fondale sabbioso antistante, infatti, è ricoperto da una prateria di poseidonia, pianta marina con lunghe foglie a forma di nastro, sui cui fusti sono presenti concrezioni rosa formate da un organismo unicellulare (Miniacina miniacea) che ha uno scheletro calcareo. Quando questo organismo muore si stacca dall’ alga e viene portato a riva dove dà il colore rosa alla spiaggia. La spiaggia nera dell’ isola di Vulcano, invece, si è formata dall’ erosione e dalla deposizione di materiale vulcanico.
Qual’ è il trucco per aprire le lattine?
Scritto il 1st giugno 2011
Tamburellarci sopra per qualche istante prima di aprirle. In questo modo, le bollicine di gas che aderiscono alle pareti e sul fondo della stessa si liberano e, essendo più leggere del liquido, risalgono verso l’ alto, nel sottile stato d’ aria tra livello della bibita e la copertura di chiusura della lattina stessa.
Non agitare prima dell’ uso. A questo punto, quando si strappa la linguetta che chiude ermeticamente la lattina è più difficile che questa “spari” schizzi in tutte le direzioni. Gli schizzi infatti si producono per la decompressione rapida della miscela di gas e liquido; la liberazione violenta dell’ anidride carbonica trascina con sè il liquido. Fenomeno tanto più vistoso quanto più si agita la lattina.
Perchè si dice essere la bestia nera?
Scritto il 21st febbraio 2011
La bestia nera è una persona o una cosa di cui, a torto o a ragione, si ha paura. Spesso si tratta di una paura irrazionale, che non si riesce a domare e superare, il cui oggetto diventa uno “spauracchio”. In senso astratto, infatti, questa espressione viene usata per indicare una paura ossessiva.
Diavolo. L’origine del detto è medioevale, quando la rappresentazione iconografica del diavolo divenne quella di un animale di colore nero con occhi fiammeggianti, coda corna e forcone. La funzione deterrente del demonio contro le tentazioni era amplificata dalle sembianze terrorizzanti della bestia e appunto del suo colore: nero.
Che cos’ è la Panolada?
Scritto il 9th febbraio 2011Perchè si dice limonare?
Scritto il 14th gennaio 2011
Limonare: baciarsi appassionatamente con la lingua amoreggiando. Per alcuni, l’espressione sarebbe da ricondursi al fare allusioni maliziose dei venditori ambulanti di frutta e che allude probabilmente al fatto che i limoni venivano venduti un tempo in coppia. Per altri deriverebbe invece dal movimento della mano nello spremere un limone, che richiamerebbe alcune pratiche erotiche (si ricordi che i limoni in diversi dialetti e lingue europee sono i seni). O, ancora potrebbe ricordare l’ antico uso di chiedere in sposa una ragazza donandole un frutto, in particolare un limone: se l’addentava… ci stava.
Quanto dura il pesce in frigorifero?
Scritto il 28th dicembre 2010Con la collaborzione di Pietro Antonio Migliaccio, medico nutrizionista, e di Lorenza Petrucci, dietista.
Il pesce, per la sua conservazione, dev’ essere tenuto in frigorifero a temperature inferiori a 4 °C. Queste condizioni rappresentano un valido metodo per salvaguardare le proprietà nutritive e il sapore dell’ alimento.
Sopra le verdure. Ma non basta: il pesce fresco, subito dopo l’ acquisto, deve essere eviscerato e lavato con acqua fredda corrente; può essere conservato nel frigorifero per due giorni al massimo, in un piatto coperto con pellicola a uso alimentare e posto nel ripiano sopra il cassetto delle verdure. Se invece viene congelato e mantenuto a -18 °C, può conservarsi molto a lungo.
Quali sono gli alimenti più nutrienti?
Scritto il 13th dicembre 2010
Le macrocategorie che compongono i prodotti alimentari sono tre: carboidrati, proteine e lipidi. Una delle loro funzioni è quella di costituire la “benzina” che il nostro corpo brucia per ricavare energia (che esprimiamo in calorie). Ogni grammo di lipidi fornisce 9 Kcal, carboidrati e proteine circa la metà. Tanta energia… Considerando la sola funzione energetica, scopriamo che gli alimenti più ricchi sono anche quelli “più nutrienti”. In cima alla classifica troviamo l’olio (di oliva o di semi non importa): fornisce ben 900 Kcal ogni 100 grammi. E’ tallonato da altri grassi come il burro, lardo e strutto, che si assestano intorno a 700 Kcal per 100 g. Nella parte alta della graduatoria troiamo poi alimenti essiccati (frutta secca e legumi secchi), con poca acqua (formaggi e salumi stagionati) o molto dolci (zucchero, miele, torrone e creme varie).
Perchè spesso ci si sveglia poco prima che suoni la sveglia?
Scritto il 17th novembre 2010Si tratta in alcuni casi di un’ errata percezione. Può succedere soltanto durante il sonno leggero, quello in cui si sogna, da cui si può uscire d’ improvviso e lucidamente. In questo caso lo stimolo ( il trillio della sveglia ) viene collocato erroneamente nel tempo. Ci sembra insomma di esserci svegliati un attimo prima del trillo, mentre in realtà è stato proprio il trillo a svegliarci, ma noi lo collochiamo più in là nel tempo. Una prova di questo è il fatto che a volte si sogna di sentire la sveglia, ci si sveglia e a quel punto la si sente davvero.
Abitudine. Se invece l’ora della sveglia è sempre la stessa, si crea un’ abitudine che si riflette sul ritmo circadiano, cioè il ciclo fisiologico legato allo scorrere del tempo nella giornata. Il nostro “orologio biologico” , grazie ad alcuni ormoni, funziona infatti anche da sveglia interna. In situazioni straordinarie invece, per esempio se si deve prendere un aereo la mattina presto, soprattutto se si è ansiosi ci si sveglia più volte, e di solito molto prima che la sveglia suoni.



